World Wide Web è il nome del primo browser per il web mai realizzato. Esso non raggiunse mai il grande pubblico, proprio perché fu creato essenzialmente a scopo dimostrativo e di ricerca.
Fu sviluppato da Tim Berners-Lee per il sistema NeXTSTEP e rilasciato il 26 febbraio 1991.
Tale scelta deriva dal fatto che il sistema operativo NeXT possedeva librerie di funzioni che facilitavano molto la creazione di applicazioni grafiche. Il sistema presentava un'interfaccia in bianco e nero, di conseguenza lo stesso vale per World Wide Web - o Nexus, come fu rinominato in seguito.
Esso prevedeva già la possibilità di link ipertestuali, che effettivamente sta alla base del WWW.
Era anche possibile visualizzare immagini, sebbene queste apparissero in una nuova finestra anziché nel documento stesso. Esistevano già menù con parecchie opzioni, tra cui due che corrispondevano agli attuali bottoni "Avanti" e "Indietro" e un corrispettivo di "Trova".
Un menù "Link" corrispondeva agli attuali "Preferiti". Supportava i protocolli HTTP e FTP.
È anche estremamente interessante il menù "Style": sebbene allora non esistessero gli attuali CSS, esso permetteva di caricare dei fogli di stile che permettessero una differente visualizzazione dei vari documenti HTML.
Un concetto che, solo molti anni dopo, fu tra l'altro riutilizzato dal browser Opera per visualizzare le pagine in modo che i disabili potessero accedervi più facilmente.
Nexus venne sviluppato in Objective C. Il suo codice sorgente è ancora disponibile, per motivi di documentazione storica, sul sito del W3C[1].
Non essendo mai stato portato su altri sistemi operativi, oggi è praticamente inservibile. Il programma infatti non è più supportato dal 1993 (versione 0.17).
Gli immediati successori di WorldWideWeb furono ViolaWWW, Cello e Mosaic.
Altri browser creati per sperimentare o mostrare alcune tecnologie sono Amaya e HotJava.
|
Il Web 2.0 è un termine utilizzato per indicare genericamente uno stato di evoluzione di Internet (e in particolare del World Wide Web), rispetto alla condizione precedente. Si tende ad indicare come Web 2.0 l'insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Twitter, Gmail, Wordpress, Tripadvisor ecc.).
La locuzione pone l'accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni novanta, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l'utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l'uso delle email e l'uso dei motori di ricerca.
Per le applicazioni Web 2.0, spesso vengono usate tecnologie di programmazione particolari, come AJAX (Gmail usa largamente questa tecnica per essere semplice e veloce) o Adobe Flex.
Un esempio potrebbe essere il social commerce, l'evoluzione dell'E-Commerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum, sistemi di feedback ecc.
Gli scettici replicano che il termine Web 2.0 non ha un vero e proprio significato, in quanto questo dipende esclusivamente da ciò che i propositori decidono che debba significare per cercare di convincere i media e gli investitori che stanno creando qualcosa di nuovo e migliore, invece di continuare a sviluppare le tecnologie esistenti.
Rielaborazione in italiano del Web 2.0 Meme Map di Tim O'Reilly
Alcuni hanno iniziato, come Seth Godin, ad utilizzare il termine "New Web" (Nuovo Web) in quanto si rimane molto scettici sull'utilizzo dell'etichetta "web 2.0" (o anche 3.0 e successive) quando utilizzata al fine di definire univocamente e generalmente una complessa e continua innovazione dei paradigmi di comunicazione digitale sul web.
Se pure il termine "Nuovo Web" non diventasse velocemente di uso comune anche tra i net-citizen, questo probabilmente non diverrebbe obsoleto come sta accadendo per l'etichetta "web 2.0" a favore ad esempio di "3.0", "3.5", "4.0" e così via. Questo tipo di etichette hanno la funzione di "fotografare" in maniera non univoca un certo momento.
|
Una rete sociale (in inglese social network) consiste di un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari.
Le reti sociali sono spesso usate come base di studi interculturali in sociologia e in antropologia.
Si rende possibile anche l'analisi delle reti sociali, ovvero la mappatura e la misurazione delle reti sociali. Le reti sociali sono studiate con un formalismo matematico usando la teoria dei grafi. Più precisamente, il corpus teorico ed i modelli usati per lo studio delle reti sociali sono compresi nella cosiddetta social network analysis.
Joi Ito suggerisce che il concetto di rete sociale sia cruciale per quella che egli chiama "democrazia emergente" — il collegamento vitale tra la rete creativa di al più una dozzina di persone, le reti di potere create da religione, lingua, tribù e legami di parentela, e le tradizioni etiche ad esse associate.
Queste sono da lui viste come l'unico percorso verso una cosiddetta seconda superpotenza.
it.wikipedia.org
|